ragazzo nel buio che rappresenta umanità

La tranquillità e la serenità non fanno proprio parte di questo cazzo di periodo storico. Corriamo incessantemente dalla mattina alla sera come dei centometristi, verso i nostri obiettivi e i nostri ideali, sollazzandoci con le nostre serie tv preferite. Se tutto va bene, la società in cui ci troviamo non va a puttane e non collassa, ma la corsa genera di per se stessa alcuni problemi. Per noi vuol dire semplicemente alti livelli di stress e di tensione.

Non è facile vivere in un mondo così caotico. La crescita sembra essere l’unico miserabile valore da perseguire, in difesa del quale dovremmo fare ogni sacrificio possibile e affrontare qualsiasi rischio. Aspiriamo ad accrescere costantemente il nostro reddito e a migliorare il nostro tenore di vita. Anche se siamo piuttosto soddisfatti delle condizioni attuali, i lussi di ieri diventano le necessità di oggi.

Per migliaia di anni preti, rabbini e califfi hanno spiegato che gli esseri umani non potevano sconfiggere la fame, la malattia o evitare le guerre con le proprie forze. Poi sono arrivati i banchieri, gli investitori e i capitalisti, e nell’arco di duecento anni sono riusciti a fare esattamente questo. L’Occidente ha stretto una sorta di “patto” e lo ha mantenuto. Ma a che prezzo? Se oggi il genere umano è più potente che mai, più pacifico e cooperativo, come ci siamo riusciti in un mondo senza dei, senza paradiso e senza inferno?

Se ci rifletti, neppure una sagra di paese potrebbe riuscire senza l’aiuto di qualche divinità, di qualche re o di una chiesa. Se tutto è in vendita, comprese le forze dell’ordine e i tribunali, la fiducia evapora, il credito svanisce e il commercio subisce contraccolpi. Che cosa, allora, ha salvato la società moderna dal collasso? Il genere umano non è stato salvaguardato dalle leggi dei capitalisti o del mercato bensì dalla comparsa di una nuova, rivoluzionaria religione: l’umanesimo.

Cos’è l’umanesimo, la nuova religione dell’Occidente

Il patto di alleanza stretto con capitalisti e fanatici della crescita ci offre innumerevoli vantaggi a condizione che rinunciamo alla nostra fede in un grandioso piano cosmico che dia senso alla vita. Un buon affare, tutto sommato. C’è un “però”. Se esaminiamo nei dettagli questo accordo scopriamo un’astuta clausola di recesso: se gli umani riescono, in qualche modo, a elaborare una narrazione che giustifichi la loro presenza nell’universo allora guadagnano una scappatoia senza violare il contratto.

Questa clausola è stata la vera salvezza della società moderna poiché è impossibile avere una società stabile, ordinata, con persone che cooperano, senza una trama di significati interconnessi. L’umanesimo è il grande progetto religioso della modernità che ha permesso di trovare un senso alla vita non radicato in una qualche narrazione celestiale. Non siamo più, quindi, attori su un palcoscenico creato da forze superiori ma veri attori protagonisti che curano l’assemblaggio del palco e delle luci. Nessuno pone limiti alla nostra libertà di dare un personale senso alle nostre vite, anche se per mestiere facciamo gli assalitori di banche.

La morte di Dio, a quanto pare, non ha fatto tramontare le società. Nel corso della storia, profeti e filosofi hanno sostenuto che se gli uomini avessero cessato di credere in un grandioso piano cosmico, le leggi non sarebbero più state rispettate e l’ordine sociale sarebbe venuto meno. Tuttavia, coloro che oggi minacciano più seriamente la legge dell’ordine globale sono proprio quelle persone che continuano a credere in Dio e ai sui piani onnipotenti. La Siria, oggi, è un luogo assai più violento della secolarizzata Olanda.

Se non esiste alcun disegno superiore e non siamo devoti ad alcuna legge divina o naturale, cosa cazzo mantiene la fiducia e i valori sociali? Com’è possibile viaggiare per migliaia di kilometri senza essere rapiti da commercianti di schiavi, colti in un’imboscata da fuorilegge o uccisi perché coinvolti in una una faida tra tribù?

Guarda dentro di te e crea la tua religione

L’antidoto ad un’esistenza priva di significato è stato fornito dall’umanesimo. Questo nuovo culto rivoluzionario ha conquistato il mondo negli ultimi secoli peggio di una pandemia incontrollata.

La religione umanista prevede l’adorazione dell’umanità e che essa ricopra il ruolo che Dio interpretava nel cristianesimo e nell’Islam. Se, tradizionalmente, la grande narrazione cosmica dava un senso alla vita, l’umanesimo capovolge i ruoli e prevede che le esperienze degli umani diano un senso all’intero cosmo. Secondo questo sistema di valori, gli uomini devono ricavare dalle loro esperienze interiori il significato non solo delle loro vite, ma anche dell’intero universo. E’ infatti questo il principale comandamento che l’umanesimo possiede: dare un senso a un mondo che un senso non ha.

Ci sono voluti secoli di lavoro: pensatori che scrivevano pamphlet, artisti che componevano sinfonie, politici che stringevano accordi. L’insieme di queste forze hanno convinto l’umanità che può permeare di senso l’universo. Anche se, probabilmente, non siamo ancora pronti per dare un senso alla pettinatura di Donald Trump.

Per comprendere la profondità e le implicazioni della religione umanista, pensa a come la cultura europea moderna differisca dalla cultura europea medievale. Nel ‘300 la gente che abitava a Londra o Parigi non credeva che gli uomini potessero stabilire per conto loro ciò che bene ciò che è male; ciò che è giusto ciò che è sbagliato; ciò che bello ciò che è brutto.

Soltanto Dio aveva il potere di definire il bene, la giustizia e la bellezza. Un po’ all’uomo conveniva: oltre ai problemi legati al cibo e alle guerre, dovevano anche pensare a cosa diavolo fosse giusto? Meglio lasciar riposare un po’ cervello.

Nonostante fosse ampiamente accettato che gli umani godessero di specifiche abilità e possibilità, essi erano anche concepiti come creature corruttibili e fallaci. Senza una supervisione e un orientamento dall’esterno, gli uomini non avrebbero mai potuto comprendere la verità eterna, anzi sarebbero stati traviati dagli effimeri piaceri sessuali e dalle illusioni mondane. Inoltre, i pensatori medievali sottolineavano il fatto che gli uomini sono mortali, perché i loro sentimenti sono mutevoli come il vento. Oggi io amo qualcosa con tutto il mio cuore, domani ne sono disgustato e la settimana prossima sono morto e sepolto. Perciò ogni significato che dipende dall’opinione umana è necessariamente fragile ed effimero. Le verità assoluta sul significato della vita e dell’universo dovevano pertanto essere fondate su una qualche legge eterna emanata da una fonte ultraterrena.

L’origine del senso è ora umana

Il ruolo di Dio come origine del senso, e quindi anche dell’autorità, non è soltanto una teoria filosofica. Tocca ogni aspetto della vita quotidiana.

Immagina che, in un piccolo paese inglese nel ‘300, una donna sposata si fosse invaghita del vicino della porta accanto e avesse avuto un rapporto sessuale con lui. Dopo essere entrata furtivamente a casa, rimettendosi in ordine l’abito, la sua mente sarebbe stata subissata di domande del tipo: “che senso ha tutto ciò? Perché l’ho fatto? È stato un bene o male? Che cosa comporta per me? Dovrei farlo di nuovo?”. Per trovare una risposta a questi interrogativi la donna sarebbe dovuta andare dal sacerdote locale, confessarsi e chiedere la benedizione nonché la guida del Santo padre. Il sacerdote sarebbe stato un profondo conoscitore delle scritture, e questi testi sacri gli avrebbero rivelato esattamente ciò che Dio pensa dell’adulterio.

Basandosi sulla parola eterna di Dio, il sacerdote avrebbe potuto stabilire al di là di ogni ragionevole dubbio che la donna aveva commesso un peccato mortale e se non avesse compiuto un atto di pentimento sarebbe finita dritta all’inferno. Inoltre avrebbe dovuto pentirsi immediatamente, donare dieci monete d’oro per la prossima crociata, evitare di mangiare carne per i successivi sei mesi e fare un pellegrinaggio alla tomba di San Thomas Beckett a Canterbury. E non c’è bisogno di aggiungere che non avrebbe mai dovuto in correre di nuovo in questo peccato terribile e malefico e nefasto.

Oggi le cose funzionano un tantino diversamente. Per secoli la religione umanista ci ha ripetuto che siamo la suprema fonte del senso perché la nostra libera volontà è la più alta tra tutte le autorità. Invece di aspettare che una qualche entità eterna ci dica cosa pensare, possiamo fare affidamento sui nostri sentimenti e sui nostri desideri. Fin dall’infanzia siamo bombardati da slogan umanisti del tipo: “ascolta te stesso, sii sincero con te stesso, fidati di te stesso, segui il tuo cuore”, fino all’ultimo “fà ciò che ti fa stare bene” di Caparezza.

Di conseguenza, se oggi una donna vuole comprendere il significato di una relazione che la riguarda, non è disposta ad accettare acriticamente i giudizi di un prete o di un libro antico. Al contrario, esaminerà con attenzione i propri sentimenti. Sei i suoi sentimenti non sono molto chiari, telefonerà a un’amica, la incontrerà per un caffè e le aprirà il suo cuore. Se la situazione continua a essere confusa, andrà dal suo psicologo.

Il paragone tra il moderno psicologo e il vecchio sacerdote medievale è un abusato cliché, seppur le due professioni possiedano qualche analogia. Tieni conto che lo psicologo non possiede un libro sacro che definisce ciò che è bene e ciò che male. Dopo che la donna ha raccontato la sua bella storia col vicino, è altamente improbabile che lo psicologo la aggredisca con un “che tu sia maledetta donna! Hai commesso un peccato terribile!”. È altrettanto improbabile che esclami “meraviglioso! Buon per te!”. In realtà, qualunque cosa la donna possa aver fatto detto, la domanda più probabile che lo psicologo le rivolgerà, con voce premurosa, è “bene, che cosa prova rispetto a quanto è accaduto?”.

Sentimenti, mai stati così sacri

La maggior parte dei terapeuti crede che soltanto i sentimenti umani siano autorizzati a stabilire l’autentico significato delle azioni umane. Pertanto non importa quale sia l’opinione del terapeuta circa la relazione fedifraga della sua paziente, non importa che cosa Freud e Jung pensassero delle relazioni in generale, il terapeuta non dovrebbe imporre le sue concezioni alla paziente. Anzi, dovrebbe aiutarla nell’esaminare i più occulti recessi del suo cuore. Mentre sacerdoti medievali godevano di una linea diretta con Dio ed erano in grado di distinguere per noi tra il bene il male, I moderni terapeutici limitano ad aiutarci a entrare in contatto con i nostri più intimi sentimenti. Cosa non così semplice data la forte eterogeneità di persone, educata prima da genitori paranoici e poi dalla società, con tremila input diversi, tra cui l’ultimo editoriale di Gramellini.

Nel Medioevo una relazione extraconiugale era uno sfrontato atto di ribellione contro l’autorità divina. Era un peccato mortale, non importa quali sentimenti provassero gli amanti e che cosa pensassero al riguardo. Oggi gli individui si sposano per amore, sono i loro personali sentimenti a dare valore a questo legame, non accordi economici né patti tra famiglie. Pertanto, se gli stessi identici sentimenti che una volta mi gettavano tra le braccia di una donna ora mi gettano tra le braccia di un altra, che cosa c’è di sbagliato? Se una relazione extraconiugale fornisce uno sfogo desideri sessuali dei motivi che non sono soddisfatti della mia moglie ultrasessantenne, perché non dovrei goderne?

“Aspetta un momento” potresti replicare. Non possiamo ignorare i sentimenti delle altre persone coinvolte. Due amanti potrebbero sentirsi meravigliosamente bene quando stanno insieme, ma se i rispettivi consorti li scoprono, ciascuno potrebbe stare molto male per un certo periodo di tempo. E se ciò conduce al divorzio, i loro figli potrebbero riportare cicatrici emotive per decenni.

Le discussioni più interessanti della religione umanista riguardano le situazioni come le relazioni extraconiugali, in cui i sentimenti umani, quindi i propri valori, entrano in collisione. Che cosa accade quando la stessa azione è causa del benessere di una persona e del malessere di un’altra? Come confrontiamo il peso di questi sentimenti tra loro?

L’emozione che mi porto dentro

L’umanesimo ci ha insegnato che qualcosa può essere sbagliato soltanto se fa stare male qualcun altro. L’assassinio è sbagliato non perché qualche divinità una volta ha prescritto “non uccidere”. In verità, l’assassinio è sbagliato perché causa sofferenze terribili alla vittima, ai membri della sua famiglia, amici e conoscenti. Il furto è sbagliato non perché qualche testo antico intima “non rubare”. In realtà, il furto è sbagliato perché quando perdiamo una nostra proprietà, questo ci fa star male. Certo, talvolta potremmo essere eccessivi nel sentirci male per una situazione, ma questo è un altro discorso che concerne l’individualità e le proprie ferite emotive.

Se, quindi, un’azione non è causa di malessere per nessuno, allora non può esserci niente di sbagliato. Se gli stessi testi antichi riportano che Dio ci ha comandato di non riprodurre alcuna immagine né di uomini né di animali, ma io sono contento quando scolpisco queste figure e non danneggio nessuno nel fare ciò, che cosa potrebbe esserci di sbagliato in questa attività?

Il 7 gennaio 2015 alcuni fanatici musulmani hanno massacrato numerosi membri della redazione della rivista francese Chaelie Hebdo, poiché la rivista pubblicava caricature del profeta Maometto. Nei giorni seguenti molte organizzazioni musulmane hanno condannato l’attacco, tuttavia alcune non hanno potuto resistere alla tentazione di aggiungere alla frase un “ma”. Per esempio, il sindacato egiziano dei giornalisti ha condannato i terroristi per l’uso della violenza, condannando però al contempo la rivista per “aver offeso i sentimenti di milioni di musulmani in tutto il mondo”. Da notare: il sindacato non ha incolpato la rivista per aver disobbedito al volere di Dio.

I sentimenti rivestono di significato non solo le nostre vite private, ma anche i processi sociali e politici. Quando vogliamo sapere chi dovrebbe governare il paese, quale politica estera adottare e quali decisioni economiche prendere, non cerchiamo le risposte nelle sacre scritture. Non dobbiamo obbedire agli ordini di un papa o di qualche santone vestito per il carnevale di Viareggio. Nella maggior parte dei paesi si tengono elezioni democratiche e si chiede al popolo di esprimersi sul tema del momento. Crediamo che gli elettori sappiano ciò che è meglio perché le libere scelte degli individui costituiscano la suprema autorità politica. Se poi questi individui dovessero mandare Salvini al governo sarebbero cazzi un po’ di tutti.

Poiché la fonte del senso e dell’autorità è stata trasferita dal cielo ai sentimenti umani, la natura dell’intero cosmo è mutata. L’universo esteriore, fino a quel momento affollato di dèi, muse e fate, è diventato uno spazio vuoto. Il mondo interiore, da insignificante enclave di passioni primitive, si è arricchito di molteplici sfumature. Gli angeli e i demoni, anticamente entità reali che si aggiravano per le foreste e deserti del mondo, sono stati trasformati in forze interiori contenute nella nostra psiche. Il cielo e l’inferno hanno anche cessato di essere luoghi reali collocati da qualche parte sopra le nuvole e sotto i vulcani, e sono stati invece interpretati come stati mentali interiori.

Sperimenti l’inferno ogni volta che lasci sviluppare le fiamme della rabbia e dell’odio dentro il tuo cuore. E gioisci della benedizione celeste ogni volta che perdoni i tuoi nemici, ti penti delle attive azioni e condividi la tua ricchezza con il povero.

Quando Nietzsche disse “Dio è morto”, è questo ciò che intendeva. Almeno in Occidente, Dio è diventato un’idea astratta che taluno accetta e talaltro respinge, ma in entrambi i casi fa poca differenza. Nel Medioevo, senza un dio, non si aveva alcuna fonte di autorità politica, morale ed estetica. E’ giusto, buono o bello quel che è ritenuto tale dal sistema di valori fortemente cristiano. Oggi il sistema di valori è cambiato. E’ molto facile non credere in Dio poiché non pago nessun prezzo per la mia miscredenza. Posso essere un ateo senza dubbi di sorta e tuttavia ricavare un insieme molto ricco di valori politici, morali ed estetici dal mio sentire interiore.

Se invece credo in Dio è una mia “scelta” credere. Se il mio sé interiore mi dice di credere in Dio, allora io credo. Credo perché “sento” la presenza di Dio e il mio cuore mi dice che Lui esiste. Ma se non sento più la Sua presenza, e il mio cuore all’improvviso mi dice che il Signore non esiste, smetterò di credere. In entrambi i casi, la reale fonte dell’autorità sono le mie emozioni e i miei sentimenti umani. Quindi, anche se affermo di avere fede in Dio, la verità è che nutro una fede molto più salda nella mia autentica voce interiore e nella narrazione personale che mi sono costruito negli anni.

Per questo motivo tutti noi abbiamo bisogno di una religione, persino gli atei più incalliti e mefistofelici. Puoi scegliere come creare la tua personale narrazione, il tuo personale Gesù, per citare una famosa canzone dei Depeche Mode. Puoi scegliere il tuo credo, fatto magari di politici, leader carismatici, brand di moda, discipline orientali, case automobilistiche o tribù vegane. Il nuovo sistema di valori dettato dall’umanesimo permette di sentire gli ideali che più risuonano nelle tue corde e creare obiettivi o storie cucite addosso, così come farebbe un sarto con un vestito. Ripeteremo a noi stessi “non sappiamo nulla”, “tutto è senza senso”, “non credo in nessun dio”. Tuttavia tutte queste dichiarazioni hanno luogo all’interno della nostra nuova e rigogliosa religione, l’unica che storicamente dà ascolto alle misteriose voci che abitano dentro di noi piuttosto che alle misteriose tracce presenti da qualche parte lì fuori.

Abbiamo, e avremo, sempre bisogno di storie e di un credo. E’ il momento di farsene una ragione: è l’umanesimo la nostra religione.

Peace.

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