ragazza che legge un libro romanzo sul tavolo

Quando ero più giovane, raramente leggevo romanzi. Ai tempi del liceo gli unici libri di narrativa che prendevo in considerazione erano quelli che a fine anno assegnavano i professori da leggere. Assolvevo il compito controvoglia, era appunto un compito, non un piacere fatto con consapevolezza. Nel mio intimo pensavo fosse una perdita di tempo. Ero troppo impegnato a fare sport ed eventualmente, in fase universitaria avanzata, leggere libri di saggistica e filosofia che, per mia inamovibile convinzione, avrebbero migliorato la mia vita, i miei affari, i rapporti con la mia fidanzata e la mia comprensione del mondo. Anche se puntualmente non avveniva nulla di tutto ciò.

Fiction per campioni

E’ solo negli ultimi tempi che il mio universo fatto di lettura e carta si è aperto al genere finzionale. All’inizio lo facevo per ragioni proverbiali: leggere libri di narrativa migliora le capacità di scrittura e di comprensione, dicevano. A quanto pare, scrivere di non-fiction equivale, nel calcio, ai campionati di serie B, mentre la narrativa è la Champions League.

Mentre divoravo come un ruminante libri di narrativa, ho incominciato ad apprezzare sinceramente ciò che prima non era visibile ai miei occhi, a scoprire alcuni benefici che non avevo considerato. Ecco quali.

Non conoscerai mai abbastanza persone

Un professore americano usava dire ai propri studenti “si leggono libri perché non si possono mai conoscere abbastanza persone”. Sembra una di quelle verità essenziali che non inizi ad apprezzare fino a quando non diventato un po’ più anzianotto.

Tendiamo a selezionare senza tanti calcoli le persone nelle nostre vite. Ciò che intendo è che tendiamo a diventare amici di persone che condividono i nostri interessi, i nostri punti di vista e le nostri valori. Tendiamo a cercare storie che avvalorino le nostre credenze ed esperienze che confermino le nostre precedenti convinzioni.

E non siamo mai sazi di storie, ne abbiamo sempre più bisogno.

In un’ottica moderna, molti potrebbero pensare che la narrazione, in tutte le sue forme (film, quadri, storie orali o scritte) possa essere un’evoluzione magistralmente progettata da qualche dio per convincere gli umani a pensare al di fuori della propria cerchia dell’esperienza e della percezione, e per considerare altri punti di vista.

In realtà, fino a pochi secoli fa, le storie che venivano raccontate e tramandate erano molte di meno rispetto alla disponibilità attuale. Diciamo che potevano contarsi sulle dita della mano se solo pensiamo alla grande importanza che le storie hanno ricoperto per le religioni monoteiste e politeiste. Se oggi Dio è morto, come Nietzsche affermò, la storia contenuta nelle Sacre Scritture rimane apprezzabile, e talvolta amata alla follia, così come possa esserlo il nuovo best-seller di Baricco. Non abbiamo più una verità unica e certezze assolute come prima, abbiamo quindi esigenza di dare noi un senso a qualcosa.

Ma conoscere più a fondo il mondo certo ne può valere la pena. Personalmente non avevo mai considerato la realtà emotiva di essere un afro-americano negli Stati Uniti fino a quando non ho letto Uomo invisibile di Ralph Ellison. Non sapevo quanto grave sia stata la shoah finché non ho letto Se questo è un uomo di Primo Levi, e non consideravo la diversità della cultura pre-rinascimentale prima di leggere I Promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Narrazioni di questo tipo, a qualche livello, mi sono apparse più veritiere di qualsiasi ricerca o libro storico, per la semplice ragione che mi hanno aperto a esperienze ben oltre la mia portata. I libri sono speciali in quanto ci trasportano temporaneamente nel cervello dell’autore, ed è attraverso la finzione che possiamo davvero dare uno sguardo al punto di vista degli altri. Se ti sembra familiare è perché lo è, si chiama empatia umana.

La narrativa aumenta l’empatia

L’Europa medievale era incredibilmente violenta. Le persone venivano bruciate vive in pubblico, gli animali venivano torturati per motivi disparati, le persone venivano frustate, martirizzate e fatte a pezzi in tutto il continente. La violenza domestica era dilagante. L’infanticidio era comune. E la guerra era praticamente una costante.

Poi, a partire dal diciottesimo secolo, queste pratiche hanno iniziato a cambiare. Le esecuzioni pubbliche diventarono meno comuni. Le persone smisero di credere nelle streghe (o di bruciarle vive) e la tortura smise di essere il passatempo ricreativo di una volta.

Ci sono molte teorie e ragioni per cui questo è successo. Ma tra le più importanti ce n’è una sorprendente quanto sia semplice: la gente ha iniziato a leggere.

La macchina da stampa fu inventata nel 1440 ma ci vollero un paio di secoli prima che diventasse ampiamente usata (usata anche per qualcosa di più della semplice stampa di bibbie). Ci vollero anche alcune centinaia di anni perché una grande parte della popolazione diventasse pronta alla lettura e alfabetizzata. Parte di questo processo fu dovuto all’insistenza dei protestanti di spingere sull’educazione per tutti, non solo per il clero.

L’effetto fu che nel 1700 la gente leggeva molti libri e molti romanzi. Non è un caso che in questo periodo siano emersi i grandi autori classici europei come Dickens, Goethe e Flaubert. Non è una coincidenza che le persone abbiano iniziato a diventare meno violente e più comprensive. E non solo socialmente, ma anche politicamente ed economicamente. La gente cominciò non solo a rendersi conto che tutti gli altri avevano mondi interni unici, ma che questi mondi interni dovevano essere rispettati ed empatizzati. Ciao Illuminismo. Addio Dracula.

Ed è per questo che è così importante leggere romanzi, perché esercita i nostri muscoli empatici, ci insegnano a vedere il mondo come gli altri, a capire i loro punti di vista e le loro prospettive, anche se non siamo necessariamente d’accordo con loro.

E’ la più salutare forma di fuga

I benefici cognitivi della lettura vanno ben oltre l’empatia. Leggere aumenta la tua capacità di comunicare, la tua capacità di ragionare, la tua creatività, la tua capacità di vedere le connessioni tra gli eventi. Annuncio agli aspiranti social media manager e marketer: iniziate prima a leggere e poi a usare i social.

Leggere è un po’ come fare le distensioni su panca. Leggere (buoni) romanzi è come fare le distensioni su panca senza avvertire tensione o dolore.

Guardare la TV ti rende maggiormente passivo e suscettibile di suggestioni. Sei semplicemente una nave vuota che riceve rumore. La musica, se da un lato è coinvolgente, dall’altro è astratta e senza forma e spesso occupa lo sfondo della nostra mente, non il suo contenuto (non meraviglia sapere che, una volta, la musica e le storie erano così indissolubilmente collegate che era difficile separarle teoricamente e praticamente).

Leggere richiede un impegno attivo dal tuo cervello ogni secondo. La narrativa  ti consente di praticare questo esercizio e allo stesso tempo di fornire la stessa evasione che ottieni attraverso altre forme di intrattenimento.

In parole povere è probabilmente il modo migliore per divertirsi e allontanarsi dallo stress quotidiano della tua vita, migliorando allo stesso tempo il tuo funzionamento cognitivo. E ‘davvero la droga legale e più efficace per prendersi cura della propria persona. Fuggire per 30-60 minuti al giorno senza troppi effetti collaterali.

Alcuni libri raccomandati

Chiudo riportanto alcuni dei miei libri di narrativa preferiti. Ne ho già citati alcuni sopra. Qui di seguito sono alcuni di quelli che più ho apprezzato:

La strada di Cormac McCarthy

Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez

L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

American psycho di Bret Easton Ellis

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway

Il postino di Antonio Skarmeta

Il processo di Franz Kafka

La cura Schopenhauer di Yrvin Yalom

Palomar di Italo Calvino

La tempesta di William Shakespeare

La forma dell’acqua di Andrea Camilleri

Factotum di Charles Bukowski

Total
6
Shares

Leggi gratis contenuti esclusivi

Iscriviti al blog