seguimi:
Cultura Psicologia

Perché la colpa è il veleno dei nostri tempi

11 Agosto 2018
Ragazzo che piange e si sente in colpa

La colpa è senza dubbio un tipo di emozione che condiziona la vita di tante persone. Sto parlando sia del sentirti in colpa sia dell’affibbiare la colpa a qualcuno.

Siamo davvero colpevoli?

Essere colpevole significa, facendo un sunto ponderato, sapere che stai facendo qualcosa di male a qualcuno o a te stesso. Guardati dentro appena hai un minuto e hai lo stomaco pieno: a quando risale l’ultima volta in cui hai agito coscientemente allo scopo di nuocere a qualcuno? Quando è stata l’ultima volta che hai fatto volontariamente un torto a qualcuno? Se ci pensi, sul piano umano i veri colpevoli sono davvero pochissimi.

Facciamo l’esempio che tu abbia insultato in modo non intenzionale una persona. Questa persona sia poi andate in collera e ti abbia fatto sentire colpevole. “Non avrei dovuto dirglielo, sarebbe stato meglio dirle questo o quest’altro, oppure chiudere il becco una volta tanto”. Adesso chiediti: “sono colpevole sì o no? Mi sono rivolto a questa persona allo scopo di farle del male?” Se la risposta è no, non sei affatto colpevole e non devi chiedere scusa o sentirti in colpa.

Se invece sei stato ferito e pensi di vendicarti ferendo l’altro a tua volta, sarà più difficile non sentirti colpevole. Sappi che quando vogliamo far del male a qualcuno è perché stiamo soffrendo troppo, e lasciamo così che il nostro ego ci convinca che la vendetta sia l’unico modo per farci stare meglio. Solo una grande ferita antica o un grande dolore ci spingono a fare un torto a qualcuno, ad attaccarlo sul piano personale, in maniera consapevole e volontaria. Se dovessi riassumere con una frase direi che non esistono persone cattive, ma solo persone che soffrono.

Se ti capita di rompere uno dei tuoi bicchieri di cristalo preferiti, qual è la tua prima reazione? Ti senti in colpa e di dai del maldestro? Avevi intenzione di romperlo per il puro piacere di avere un bicchiere in meno nel servizio buono? No, è successo e basta, senza che cercassi coscientemente di romperlo. Allora, per quale motivo ti arrabbi, ti rimproveri, te la prendi con te stesso? Questa situazione può servire per te come per gli altri: le cazzate accadono, non sei sicuramente l’unico al mondo ad essere avventato e distratto.

La colpa è degli altri

Ricordati che accusiamo gli altri nella stessa misura in cui accusiamo noi stessi. La colpa è velenosa sempre, che sia ricevuta o data. Ecco un ottimo modo per prendere coscienza dei sensi di colpa che ti pervadono: ogni volta che accusi un’altra persona, dimostri a te stesso che, se ti capita di agire anche tu così, ti accusi allo stesso modo, o non osi farlo per paura di sentirti in colpa.

Ricorda: anche l’atto di rivolgere la colpa a qualcuno proviene da una situazione di dolore.

Esiste una corrente di pensiero, a proprio agio con molti aspetti della spiritualità, nel quale si afferma che ogni accusa che rivolgiamo a una persona, anche solo sotto forma di pensiero, viene ricevuta dalla persona interessata senza che quest’ultima se ne renda per forza conto. Che si tratti di un pensiero di odio, collera, accusa o amora, questo pensiero raggiunge sempre chi ne è oggetto. Un po’ ci credo. Ti sarà di certo capitato di percepire, una volta che cambiato atteggiamento in una certa situazione, come le persone intorno a voi abbiano iniziato a comportarsi diversamente.

La gente soffre, ahimè. Possiede ferite antiche ancora non cicatrizzate e combatte ogni santissimo giorno contro le paure che derivano da questa spiacevole situazione difensiva. Per questo motivo c’è chi si lamenta e chi ammolla la colpa a fattori al di fuori della loro portata. La gente incolpa gli altri dei propri problemi anche per il semplice fatto che sia facile e piacevole, mentre risolverli è difficile e fa stare spesso male. Se siamo feriti e ci fa male il ginocchio perché abbiamo una pietra conficcata nella carne, guardare uno spettacolo ci dà sollievo e ci distrae momentaneamente dal lavoro di estrazione della pietra.

Forme di colpevolizzazione ci danno un’esaltazione immediata. Sono una maniera temporanea di evadere dai nostri problemi, e quella fuga può offrirci una scarica veloce che ci fa sentire meglio.

L’antidoto alla colpa: la responsabilità

In un articolo su come stabilire dei confini salutari con alcune persone, ho scritto di come sia inutile la colpa, la responsabilità invece è molto più proficua e importante. La responsabilità è potente. Ammollare la colpa ad altri è un modo per non essere onesti, per disattendere i propri bisogni più intimi e per fare la vittima.

Moti esistano ad assumersi la responsabilità dei propri problemi perché credono che esserne responsabili significhi anche esserne colpevoli. Ma, come abbiamo visto, è molto difficile trovare un “vero colpevole”, è più un’ottima trovata linguistica per descrivere particolari situazioni emotive. Purtroppo, nella nostra società, non aiuta neanche il fatto che responsabilità e colpa vengono spesso connesse.

Facciamo un esempio per dimostrare come possa essere potente la responsabilità nell’ambito della crescita personale. Se ti svegliassi un giorno e trovassi un neonato davanti la porta di casa, la sua presenza lì non sarebbe colpa tua, ma lui sarebbe comunque un problema da risolvere e la responsabilità sarebbe, oramai, tua. Dovresti decidere cosa farne, e qualunque cosa tu scegliessi di fare (tenerlo, ignorarlo, spedirlo all’associazione anti-abortista) tu saresti responsabili delle conseguenze derivanti dalla tua scelta.

Se ti derubano a casa è evidente dire che il furto non sia stata colpa tua. E nessuno sceglierebbe di vivere un’esperienza simile. Ma come il neonato davanti alla porta di casa, ti ritrovi di colpo la responsabilità di una situazione di vita o di morte. Rispondi con violenza? Vai nel panico? Ti paralizzi? Cerchi di far finta che non sia successo nulla? Dai la colpa a tutto il mondo e alle scie chimiche? In tutti questi casi si tratta di scelte e reazioni che è tua responsabilità compiere o rifiutare. Non sei colpevole del furto, e probabilmente anche i ladri non volevano attaccare te, nome e cognome, da un punto di vista personale, ma resta comunque una tua responsabilità gestire le conseguenze emotive, legali e psicologiche dell’esperienza. Oltre che tutte le legittime bestemmie.

La responsabilità ti permette di crescere mentre la colpa ti lascia vittima e impotente.

Quando dico che tutti dovremmo prenderci più responsabilità non vuol dire che devi accollarti responsabilità delle tue scelte non quelle degli altri. Ciò significa che se la tua donna ti lascia, lei è responsabile per la sua scelta (il “vaffanculo stronza di merda” che sarà lieta di ricevere da te) ma non sarà responsabile della tua infelicità, della tua sofferenza e del tuo dolore. La responsabilità è come un timore che serve per avere il controllo di noi stessi. E, va da sé, possiamo controllare le nostre scelte, non quelle degli altri. Altrimenti al governo avrei nominato Chuck Norris ministro della difesa.

Peace.

Potrebbe interessarti

  • 5 cose da fare di più nel 2020 - Oud Assam 1 Gennaio 2020 at 11:58

    […] Sbolognare la colpa ad altri è un modo per disattendere i propri bisogni più intimi e per fare la vittima. La responsabilità invece è molto più potente. Molti esistano ad assumersi la responsabilità dei propri problemi perché credono che esserne responsabili significhi anche esserne colpevoli. Purtroppo non aiuta neanche il fatto che, nella nostra società, responsabilità e colpa vengano spesso connesse. E’ salutarea assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie emozioni. Ciò non vuol dire assumersi la responsabilità delle azioni o delle emozioni degli altri (“Vaffanculo! Non pensi mai a come io mi senta in questa situazione!”). Le persone ferite nel proprio intimo si assumono troppe responsabilità per le emozioni e le azioni degli altri e zero responsabilità per le loro azioni. Inoltre incolpano spesso gli altri per una mancanza di empatia, affidabilità o cortesia. È interessante notare che questi due tipi di persone spesso finiscono a letto insieme. […]

  • Common phrases by theidioms.com