due ragazzi che fanno sesso in posizione pecorina

Era una sera di giugno e mi trovavo a casa con amici. In corpo già circolava alcool derivante da fermentazioni di diverso tipo. Durante un punto morto della serata, un’amica si aprì alle sue confessioni più intime: disse che amava molto fare sesso a pecorina. E con amare molto intendo che, col partner di turno, avrebbe potuto tranquillamente mettersi col suo culo in faccia per tutta la durata del rapporto sessuale. 

Ero molto dubbioso. La sua visione innovativa di sesso era convincente come il parmigiano sopra gli spaghetti con le vongole. Sì, la pecorina è una posizione stupenda, probabilmente prevista dalla nostra evoluzione fin da sempre (e Dio la benedica). Quello che più mi lasciava perplesso era la sua voglia continua di non “affrontare” realmente le sue paure (e anche il ragazzo di turno).

Conoscevo bene la mia amica, dopo la sua lunga relazione durata otto anni si lasciò col fidanzato e incominciarono i casini per lei. Fumo, alcool e relazioni instabili divennero per lei il modo per anestetizzare il dolore subìto. Era diventata una narcisista: non riusciva a empatizzare con nessuno e tutto il mondo circostante doveva solo sopperire ai suoi vuoti interiori. Capisci bene che, con una tizia simile, dopo un po’ ti rompi il cazzo anche di condividere mezzo cocktail.

Casini, trami e tormenti. Ok, ma quello che più stonava era il suo continuo “elogio della pecorina”. Cosa nascondeva? C’è qualcosa di misterioso dietro questa strana voglia di fare sesso con la faccia che continua a guardare il sofà?

Pecorina come masturbazione solitaria

La pecorina è una delle posizioni preferite un po’ da tutti i maschi, penetrare “da dietro” è sempre stata una prerogativa animale, un modo selvaggio di stabilire rapporti. Desmond Morris sostiene che le tette esistano per compensare la mancanza di culo, non sono certo che abbia usato questi termini scientifici ma il discorso era quello. Le tette prosperose formano curve che ricordano il culo femminile messo a novanta gradi.

Come tutte le cose della vita, occorre equilibrio. A tutti piace l’alcool, così come il sesso e la posizione doggy style, ma nella misura in cui non veniamo trasportati in un altro mondo fuori dalla realtà. Se alla mia donna chiedo di fare sesso sempre e solo in una posizione probabilmente mi merito tutte le percosse mediorientali dagli autori del Tantra.

La mia amica, da narcisista della prima ora, aveva un atteggiamento di chiusura nei confronti degli uomini e degli estranei in generale (ne parlo al passato perché scelsi di non passare più tempo con lei). Le piaceva conoscere nuove persone ma preferiva farlo in contesti molto selezionati, circoscritti e con tempi lenti. Lei, probabilmente, non desiderava essere conosciuta per “davvero”, sessualmente o in altro modo.

Il coraggio di guardare

La pecorina nasconde la vera conoscenza e sospetto sia la posizione preferita dai narcisisti, perché permette di fare sesso quasi nello stesso modo in cui ti masturbi: senza vedere negli occhi il partner.

Solo i coraggiosi sono in grado di guardarsi negli occhi mentre scopano. Facci caso la prossima volta che vai a letto con una sconosciuto o con una prostituta. Per sentirti a tuo agio guardando il partner negli occhi, devi necessariamente confrontarti su conflitti che sono stati spazzati sotto il tappeto. Per questo motivo la mia amica preferiva non guardare il partner mentre faceva sesso, perché sarebbero riemerse dinamiche legate alla sua vecchia relazione la cui fine non fu accettata.

Se eviti il tuo partner fuori dal letto, non c’è motivo per agire differentemente tra le lenzuola.

Il sesso fatto guardandosi negli occhi è affascinante e potente. Pensa a tutti gli ombretti e i rossetti usati per farsi guardare in volto: un richiamo simbolico gli organi sessuali (il “rossore” dell’eccitazione). Nelle culture indigene anche gli uomini si “truccano”, dipingendosi le facce fanno comprendere come le espressioni siano aspetti centrali del corteggiamento e dell’accoppiamento. I muscoli altamente sviluppati dei primati e degli esseri umani permettono espressioni emotive e comunicazioni visive più complesse rispetto agli altri vertebrati.

Il contatto visivo si è evoluto come importante aspetto di come inizia l’attività sessuale. La nostra capacità anatomica di sostenere il contatto visivo durante il rapporto faccia a faccia facilita la nostra capacità intima durante il sesso. Eppure ci sono ancora coppie che ignorano l’importanza della vista e del sue corde emotive. 

Penetrante come uno sguardo

Chiavare mantenendo sia le gambe che gli occhi aperti sembra essere una pratica molto sottovalutata sia nei libri dei terapeuti che nei training di aiuto.

La domanda non è “sai farlo?” ma “sai farlo e sentirti a tuo agio?” Se non ci riesci quando stai a letto con il partner allora non ha senso dire di poterlo fare “ma preferisci di no”. Se sei capace di avere un orgasmo a occhi aperti non vuol dire che tu debba farlo ogni volta! Tenere le palpebre sollevate non significa niente di per sé, questo risultato si può raggiungere rapidamente con un po’ di nastro adesivo. Mantenere gli occhi aperti durante il sesso fa una piccola differenza, se le tue “ombre emotive” sono lì presenti.

La posizione della pecorina non richiede un coinvolgimento profondo della coppia. Non stai al cinema né su un sito porno, quindi mantenendo lo sguardo attivo farai in modo che il partner diventi parte importante dell’eccitamento (piuttosto che una distrazione dalle proprie sensazioni). Questo tipo di trasparenza emotiva richiede un alto livello di accettazione di sé basata sul sapere chi si è e su quello che è probabile che il partner veda. Non puoi portare un carico di ansie e di questioni irrisolte a letto. Devi sentirti abbastanza bene con te stesso, per permettere agli altri di guardarti dentro. 

Più o meno è questo quello che, quella sera, avrei voluto dire alla mia amica che, giustamente, poi mi avrebbe mandato ad arare i terreni in provincia.

Peace.

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