prostituta in strada che adesca un cliente

Come tutti gli esseri umani, anche io ho paura di fare alcune esperienze. Per molti anni ho temuto di fare una cosa che parecchi cinquantenni fanno con piacere senza tanti tumulti d’animo: andare a prostitute. 

Non ero mai andato a puttane, non intendo mentalmente ma nel vero senso della parola. Non c’era un motivo particolare di fondo, semplicemente perché non ne sentivo l’esigenza. Eppure, da incurabile curioso, c’era un tarlo che mi tormentava: volevo capire a tutti i costi cosa si provasse a fare sesso con una prostituta di quelle che passeggiano per strada e sui litorali.

Prostituzione come esperienza

In Italia la prostituzione, intesa come semplice scambio di servizi, è un qualcosa di legale. Appresa questa notizia un giorno mi sentii rinfrancato, non volevo rischiare casini con qualche volante che era in giro a perlustrare.

Mezz’ora prima ero in ufficio davanti al mio pc, la mente era da tutt’altra parte e stavo già ponendomi domande esistenziali del tipo: riuscirò a trovare una prostituta per strada? Come si approccia? Dovrò chiedere quell’impudente “quanto”?

Mentre giravo in auto alla ricerca della ragazza che avrebbe tirato giù le mie brache, il cuore batteva agli stessi ritmi con cui batteva prima di un esame universitario. I vecchi demoni incominciavano a farsi sentire: la mia atavica vergogna del sesso e ritrosia nel mostrare il mio lato sessuale salivano come se li avessi ritrovati in un baule sopra la mansarda. 

Mi avvicinai ad Anna, così si chiamava la prostituta rumena. Era abbastanza alta e con tette grosse, aveva un po’ di ciccia piazzata qua e là come se fosse stata progettata da un buon macellaio toscano. Il suo culo era poco pronunciato. Mi disse che aveva cominciato a fare la prostituta in strada non appena si era accorta che la sua amica escort guadagnava in due giorni quello che lei guadagnava mensilmente lavorando al bar. Mi chiamava in continuazione “tesoro”, persino dopo aver estratto gli euro dal mio portafoglio. Cosa che, evidentemente, accade solo nelle vere storie d’amore.

Preliminari con la paura addosso

Ostentavo sicurezza ma, come insegna la psicologia della Gestalt, puoi mentire con le parole ma non col fisico. E infatti il mio cazzo parlava per me e si faceva portavoce di tutte le mie paure dando pochissimi segnali di vita. Dopo i preliminari di questa nascente storia d’amore, Anna mi invitò tra le sue gambe grandi e accoglienti.

Ho dovuto impegnarmi per cercare di far durare la cosa il meno possibile. Non è stato facile, è stato poco piacevole a anche un po’ triste. Stavo chiavando ma è come se stessi portando a termine un compito: dovevo svuotare solo la mia tensione e poi stop, si poteva tornare alla vita di tutti i giorni fatta di monotonia, paure e schemi predefiniti. Finì così: io ero già nell’auto in direzione casa, lei sulla strada esposta al vento.

Oggi ricordo quest’esperienza col sorriso. Fu la prima volta che, davanti a una donna, non mi si drizzò subito. La prima volta che pagai per fare del sesso. La prima volta che mi son sentito come un’inviato speciale della rivista Vice.

“Ah, quindi è così? E’ strano…” dissi ad Anna, un po’ stupito della repentina performance evocando il sesso tra ragazzi che stanno assieme. “Sì – rispose lei – è diverso, non ci si bacia, non ci si abbraccia, non si fa niente…”

Non è sesso

Ecco due motivi per cui potresti tranquillamente scavalcare questa esperienza: innanzitutto non è sesso.

Se stai cercando sesso mi dispiace deluderti: le prostitute in strada non sapranno e non vorranno dartelo. Si faranno penetrare e toccare ma non vogliono davvero stare “sessualmente” con te. Questo dettaglio dovrebbe già un po’ farti ammosciare il cazzo ma mi rendo conto che tu possa aver bisogno di cure, attenzioni, affetto e soffocare le tristezze della vita.

Il sesso con una puttana è freddo, glaciale, senza vita. Non puoi esprimere un briciolo di passione, sei in una gabbia e puoi solo frizionare parte del tuo corpo per provare del piacere momentaneo. Un po’ come la masturbazione. A ben pensarci, fare sesso con una prostituta vuol dire sostituire la tua mano con il corpo di una donna.

E’ un freno alla crescita personale

Mettiamola così: ho fatto io l’esperimento per te, mi sono immolato per la causa. L’ho fatto solo una volta e mi è bastato. Andare a prostitute è un modo per frenare il tuo percorso fatto di conoscenza, crescita e sesso incredibile.

Esattamente due giorni dopo aver provato quest’esperienza cortigiana, incominciai a frequentarmi con una ragazza molto interessante: non si chiamava Anna, non aveva gambe carnose ma aveva i capelli rossi, era affascinante e questo mi bastò per voler approfondire la sua conoscenza. Dopo qualche incontro ci feci sesso e fu elettrizzante. Fu totalmente diverso, erano due esperienze distanti come lo sono il sapore del cioccolato fondente e quello del guano.

Nella Bibbia, quando c’è scritto che due si “conoscono” si intende molto probabilmente che hanno intrapreso un rapporto interpersonale, fatto anche di sesso. Il sesso è pur sempre un’esperienza di conoscenza, uno dei modi più profondi di conoscere una persona, direi il più intimo. Sempre che si svolga tra due persone che non hanno bisogno di anestetizzare un dolore o perdere del tempo.

Il sesso con quella ragazza dai capelli rossi mi ha permesso di godere, di assaporare le sue paure e dare libero sfogo alla mia parte animale senza un ordine del giorno del tipo “devo venire appena possibile per completare la transazione”.

Definisci la tua storia sessuale

Se stai sperimentando difficoltà di questo tipo (puttane, club, masturbazione compulsiva, centri scommesse), trova un posto sicuro per parlare delle questioni più intime che riguardano la tua storia sessuale. Un posto sicuro può essere un tuo amico di fiducia, un tuo parente o un terapeuta. Sono sconsigliati i compagni di merende.

Il primo ricordo che hai del sesso, le esperienze infantili, la violenza sessuale e i traumi che hai subito, l’educazione che ti hanno trasmesso i tuoi. Parla anche delle tue fantasie, della tua rabbia o del perché ti tocchi guardando la vicina sul balcone. Insomma, devi prendere in mano la situazione non solo il tuo cazzo.

Questo ti aiuterà a combattere i demoni e a scoprire le paure che imprigionano il tuo vero “io” che starà urlando, come nel film Amacord di Fellini,  “Voglio una donnaa! Voglio una donnaaaaaaa!”

Ti saluto, fratello. Peace.

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