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Cosa si prova a fare sesso con una pornostar

2 Dicembre 2019
pornostar con auto

Qualche settimana fa sono andato a letto con un’attrice porno. Era un evento che avevo programmato da tempo, dal momento in cui decisi che volevo tentare la carriera nel settore hard. La prima volta che stabilii un contatto con questa professionista del sesso fu durante un periodo in cui non sapevo esattamente cosa farmene della mia vita, se trovarmi un lavoro coerente con i miei studi, se fare l’eremita o se fondare un partito politico sovranista. Decisi, poi, che per tutte queste attività ci sarà sempre del tempo, mentre era arrivato il momento di far vedere al mondo come si fanno i bambini in diretta streaming, per la felicità di tutti i parenti che mi hanno sempre visto come il bravo ragazzo della casata.

Da quel primo scambio epistolare con l’attrice, passò un bel po’ di tempo. Io incominciai a lavorare prima come freelance e poi in azienda, mi fidanzai e passai molto tempo a capire se ci fosse una donna giusta per me. Nel frattempo, la mia voglia di fare l’attore porno era andata un po’ perdendosi, ma la mia curiosità non si era affievolita e così mi son detto “Vediamo cosa si prova in una situazione a luci rosse”. Fui ricontattato dalla tizia dopo un po’ di tempo e afferrai così l’opportunità.

Il porno è diverso dal sesso reale

Fare sesso con un’attrice porno vuol dire, forse è banale ribadirlo, andare a letto con una professionista. Per loro il sesso non è un semplice sfizio per cui possano concedersi quotidianamente al primo che passa. Sono, generalmente, attrici che riescono a mantenere basso il livello di empatia durante il lavoro. I corpi si avvinghiano per assolvere un compito che va ben oltre il piacere, la voglia di scoprire l’altro o condividere un momento al buio.

Il giorno che mi vede impegnato in questa sorta di provino al chiuso era abbastanza nuvoloso. Passo a prendere l’attrice che si presenta con un filo di trucco e in abiti comodi. Arriviamo nel posto per le riprese, per strada alcune persone la riconoscono ed io mi sento in imbarazzo a pensare che da lì a pochi minuti sarei stato con il suo culo davanti a dimostrare chissà cosa, a invertire la mia carriera lavorativa in chissà quale modo.

Quando ti ecciti con un filmato hard non pensi a tutte le cose che ci siano dietro per produrre quel lavoro sopraffino. Cose del tipo: test per le malattie sessualmente trasmissibili fatti con metodologie costosissime, licenze e permessi da firmare, documenti da portare dietro. Oltre la parte burocratica, all’atto pratico, sul set devi fare sesso con partner che spesso non decidi tu, in luoghi non stabiliti da te, nel modo e nei tempi concordati dalla produzione, con faretti puntati addosso e probabilmente anche con qualche persona del cast tecnico a guardarti. Insomma, è un po’ come salire sul palco per esibirsi con uno spettacolo che di solito funziona solo quando si fa nel retroscena.

Nella stanza che mi vedeva tra i protagonisti, i faretti erano puntati sul letto e illuminavano una stanza già assolata, la telecamera era pronta per registrare. Sbarazzati dei convenevoli, e smorzati i toni con due battute di spirito, iniziai con quello che più amo fare, baciare chi mi trovo davanti e perlustrare tutta la zona culo, che questa volta posso ammirare a grandezza naturale.

In quei momenti ognuno credo si troverebbe a elaborare pensieri diversi. C’è chi si concentrerebbe per avere una buona prestazione, chi penserebbe solo a raggiungere il massimo dell’eccitazione, chi avrebbe tentennamenti nel pensare che la tizia davanti abbia preso tanti piselli quanti ce ne sono in un minestrone findus.

In un brevissimo flash mentale, ricordai la prima volta che feci sesso, in una stanza buia di un foyer. Non sapevo in che modo dovessi muovermi, con che intensità dare le spinte pelviche, come condurre i preliminari. Esisteva un modello di riferimento? I miei genitori e i miei insegnanti delle scuole medie non mi avevo messo al corrente di tutto ciò. Sfortunatamente, le uniche dispense da cui trarre insegnamenti erano i film pornografici, che a quei tempi passavo in rassegna giornalmente come un impiegato del catasto con le mappe.

L’ansia si vede nelle parti basse

I preliminari erano in corso, mentre lei focalizzava la sua attenzione sulle mie parti basse io mi concentrai su quella cosa in mezzo alle gambe che tutti gli uomini dicono di amare così tanto. Non fui stupito nell’osservare che era un organo femminile simile ad altri, non incorporava effetti speciali e non odorava di gelsomino. Lasciando andare le mie dita in avanscoperta mi accorsi che quella vagina doveva aver avuto una vita particolarmente movimentata perché sembrava una cava per spedizioni speleologiche. Nulla, però, che non si possa trovare nella vita quotidiana.

Dopo una ventina di minuti pieni di baci, sesso orale e penetrazione, purtroppo i miei pensieri ebbero la meglio su tutta la mia prestanza di maschio virile e giocherellone (sento le risate in sottofondo).

Purtroppo la mia erezione ne risentì e il mio organo per l’accoppiamento cadde, più o meno come corpo morto cade. Nella mia testa ruminavo due o tre pensieri in maniera incessante e ossessiva: se questo video verrà pubblicato online cosa potrà succedermi? Che figura farò negli ambienti lavorativi? Perché mi trovo qui a chiavare con una professionista hard invece che essere sposato con un figlio come nei migliori sogni di mia mamma?

Era la prima volta che mi trovavo sdraiato su un letto, con una pornostar a cosce aperte che aspettava che mi si drizzasse. Vari tentativi per farlo resuscitare non hanno prodotto i risultati sperati. Tentativi che includevano il ballo del twerk col suo culo in faccia, posizione del 69 e finto fidanzamento di pochi minuti con matrimonio in programma. La cosa terminò in maniera un po’ vergognosa: io supino e lei sopra di me che seguì il mio consiglio di penetrarmi dato che io avevo alzato bandiera bianca (e abbassato qualcos’altro).

Che aria si respira nel porno?

Visti gli scarsi tentativi nel continuare a penetrarla, decisi che che volevo scambiarmi con lei lunghi e appassionati baci (perché in fondo mi son sempre sentito un grande romantico).

Ho approfittato dell’occasione per rivolgerle un po’ di domande sull’ambiente hard, di come si svolge il lavoro, di che persone si incontrano. Mi disse una cosa che mi sollevò il morale: la maggior parte delle persone brave sui set soffrono di qualche problema psicologico (evvai!). Inoltre pare che circoli un bel po’ di droga per quei lidi, ma sull’argomento mi sono astenuto dal commentare dato che un giorno potrei darmi allo spaccio.

Non avere un’erezione in situazioni del genere ho poi scoperto essere una cosa normalissima. D’altronde, diverse le testimonianze che provengono dai set, riferiscono di come nel porno, come nella vita reale, ci sia la ricerca di una certa intesa con il partner. Trovi persone con cui sviluppi un legame emotivo che rimane nei confini della giornata.

Diversi attori usano farmaci che aiutano l’erezione, anche in giovane età. Altri sono ricorsi addirittura a punture di steroidi. Io ho provato un metodo molto più raffazzonato: mentre molti ragazzi pensano al porno per eccitarsi mentre sono a letto col partner, io ho pensato a una situazione intima del mio passato mentre scopavo con una pornostar.

Cosa si prova?

Nel vederla completamente nuda un senso di stupore ha pervaso la mia testa. Ho constatato come fosse una donna normalissima. Sì bhè, tette molto belle ma senza la sensazione di trascendentale che vedevo su Pornhub. Sì certo, il culo bello e sodo ma non da far cadere la lingua.

I filmati, patinati o amatoriali che siano, enfatizzano ogni singolo elemento per produrre eccitazione ai massimi livelli. Dalla produzione delle riprese fino al montaggio, tutto è teso ad esasperare le forme e i toni.

Devi entrare nell’ordine di idee che il novanta percento del porno che vediamo online è una vera e propria recita. Certamente si eiacula sul serio ma per farlo gli attori devono disattivare una parte della loro mente ed estraniarsi da tutto l’ambiente circostante, fatto di cose che poco hanno a che fare con l’intimità, come le luci dei faretti o il tizio barbuto che ti detta in che posizione fare la scena.

Mi sono sentito poco coinvolto, una sensazione che mi è capitata quella volta che per curiosità ho voluto provare il sesso con una prostituta di strada. Mi vien difficile catalogarlo come sesso. Ti trovi lì con una donna con la quale devi raggiungere l’obiettivo di mostrare i tuoi colpi di bacino ad altre persone. E’ una sorta di esibizione, di performace, certamente non c’è una vera intimità e credo sia anche difficile sperimentarla in un contesto che prevede telecamere, assistenti e luci a illuminarti il culo.

Ci si diverte, soprattutto se la donna sul letto è simpatica. E’ certamente una nuova esperienza tuttavia è possibile sperimentare il peso di un mondo antico che ti appesantisce l’anima. E’ infatti difficile eliminare con un colpo di spugna le tante dinamiche culturali che relegavano privatamente la sfera sessuale, che per alcuni secoli permettevano di assaporare il sesso fugace solo attraverso rare rappresentazioni artistiche.

Probabilmente non è il lavoro che desideri davvero fare. Desideri forse vedere qualche filmato online ma questo è un altro paio di maniche. Dopodiché tutti meritiamo di far diventare realtà le nostre fantasie, ma dopo questa esperienza, dettata principalmente dalla mia bislacca curiosità, mentre imboccavo l’autostrada che mi avrebbe portato a casa, ciò che mi sono chiesto era “come mai ci vengono queste fantasie?”

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