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Psicologia

Cosa è la DMN del nostro cervello

5 Aprile 2020
disegno del cervello dmn

La DMN, Default Mode Network, del nostro cervello è una rete dove è situato il nucleo delle attività standard di pensiero.

Un ricercatore con un nome da cattivo dei fumetti, Marcus E . Raichle, una ventina di anni fa osservò che alcune aree del cervello mostravano un aumento dell’attività proprio quando le persone non stavano facendo un cazzo!

Questa rete di strutture celebrali sembrava accendersi quando la nostra attenzione non è richiesta o non dobbiamo eseguire alcun compito mentale. In altre parole, Marcus aveva scoperto il luogo in cui la nostra mente si ritira a vagabondare, a sognare a occhi aperti, a ruminare, a viaggiare nel tempo, a riflettere su noi stessi, a preoccuparsi.

La sede dell’ego?

Lo saprai anche tu, quando fuori di noi non sta accadendo un gran che, nella mente accade moltissimo. La DMN è la colpevole della creazione di proiezioni o costrutti mentali, il più importante è quello che chiamiamo “ego”. Se un ricercatore ti mostra una lista di aggettivi chiedendoti di considerare in che modo si applichino a te, è la DMN a entrare in azione (si attiva anche quando riceviamo dei “like” sui social).

I nodi della rete DMN sono ritenuti responsabili della memoria autobiografica, ovvero del materiale a partire dal quale componiamo la nostra storia collegando esperienze passate sia con quando sta accadendo ora, sia con le proiezioni dei nostri obiettivi per il futuro.

La conquista dell’ego è uno dei trionfi dell’evoluzione umana, ma non è scevra da inconvenienti e potenziali disturbi. Il prezzo da pagare per la percezione di un’identità individuale è un senso di separazione dagli altri e dalla natura.

La contemplazione di sè può portare ad alte vette intellettuali e artistiche, ma anche a forme distruttive di orgoglio e a molti tipi di infelicità. Accettando i pro e i contro tuttavia la maggior parte di noi considera questo benedetto ego come un dato di fatto incrollabile, più reale di tutto ciò che conosciamo. La pensavo anche io allo stesso modo, finché le esperienze psichedeliche mi non mi hanno indotto a farmi qualche domanda.

Disattivarla ogni tanto fa bene

L’esperienza di fusione, o esperienza mistica, potrebbe essere quel che si prova quando la DMN viene disattivata, il che può essere realizzato in vario modo: grazie agli psichedelici e alla meditazione, come ormai dimostrato, ma forse anche tramite particolari esercizi di respirazione, il digiuno, la preghiera, sport estremi o esperienze di quasi-morte.

C’è da chiedersi perchè, invece di essere così aperto, il cervello sia di norma tanto costretto. La risposta potrebbe essere molto semplice: efficienza. Per formare la percezione di qualcosa presente nel mondo esterno, il cervello accoglie la quantità di informazioni sensoriali strettamente indispensabile a compiere un’ipotesi ben fondata. In sostanza, quando si tratta di dar forma alle percezioni attuali, noi andiamo sempre dritti al punto e saltiamo alle conclusioni basandoci su esperienze precedenti.

E’ probabilmente per questo che la nostra evoluzione ci ha fornito questa sede dove le esperienze e le abitudini vengono consolidate in una narrazione interna.

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